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Arthas Menethil

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Arthas Menethil, principe di Lordaeron e cavaliere della Mano d'Argento, era il figlio di re Terenas Menethil II ed erede al trono. Fu allenato come Paladino da Uther l'Araldo della Luce ed introdotto nell'ordine della Mano d'Argento. Arthas ebbe inoltre una relazione con la sacerdotessa Jaina Marefiero. Impegnato nella protezione del suo popolo, Arthas era determinato a fermare la piaga della non morte che stava infettando Lordaeron.

A dispetto del suo promettente inizio, Arthas divenne unna delle più potenti e malvage entità che Azeroth avrebbe mai conosciuto. Anche se uccise il negromante Kel'Thuzad, fu incapace di fermare la diffusione della piaga e fece ricorso a metodi sempre più disperati, come lo sterminio della città di Stratholme. Recuperando la spada runica maledetta Gelidanima, Arthas riuscì a sconfiggere il capo dei non morti Mal'Ganis, ma perse la sua anima nel farlo. Diventando un cavaliere della morte del Flagello, guidò i non morti verso la distruzione di Lordaeron, Quel'Thalas e Dalaran. Arthas in seguito si tracciò la strada verso il Trono Ghiacciato di Corona di Ghiaccio e si fuse con il Re dei Lich.

StoriaModifica

Arthas: L'ascesa del Re dei LichModifica

Prima della corruzione, cavaliere della Mano d'ArgentoModifica

La piaga della non morteModifica

I problemi cominciarono a muoversi a Lordaeron. Gli orchi si liberarono dai loro campi d'internamento, e vi era la notizia angosciante di una piaga che aveva stretto le terre del nord. Arthas e Uther furono mandati a Strahnbrad per difendere la città dalle razzie orchesche. Il giovane principe sconfisse il drago nero Searinox e ne portò il cuore al nano Feranor Steeltoe per forgiarne un Globo di Fuoco. Arthas usò l'oggetto magico per sconfiggere gli orchi e uccidere il maestro di spade del clan Roccianera a capo delle razzie.

Tuttavia, settimane dopo, sorse una forma più minacciosa della piaga della non morte. Jaina e il capitano Falric furono inviati da Arthas, ora ventiquattrenne, a scopo di investigare sulla strana piaga. Essi trovarono un'armata di non morti ad un granaio infestato dalla piaga. Incontrarono il negromante Kel'Thuzad nella città di Brill e lo seguirono fino ad Andorhal.

Kel'Thuzad aveva già infettato il grano presente ad Andorhal e l'aveva spedito ai villaggi periferici. Prima che Arthas lo uccidesse, il negromante gli parlò di Mal'Ganis, un nathrezim a capo del Flagello. Arthas e Jaina viaggiarono verso nord per incontrarlo a Stratholme.

Lungo la strada Arthas e Jaina arrivarono a Hearthglen sperando di riposare; invece, vennero avvertiti della presenza di un esercito di non morti nelle vicinanze, intenzionato ad attaccare il villaggio. Arthas chiese a Jaina di chiamare i rinforzi mentre lui intratteneva il nemico. Nel frattempo, scoprì con orrore che la piaga non era un mezzo di omicidio di massa, ma piuttosto un incantesimo che trasformava le persone infette in zombi non morti. Arthas e i suoi erano sull'orlo della sconfitta quando arrivò Uther che salvò la città con la sua squadra.

Arthas venne contattato dall'enigmatico profeta Medivh, il quale gli pose lo stesso consiglio che aveva dato al re: di dirigersi a ovest verso Kalimdor. Arthas rispose che il suo posto era lì con il suo popolo, e anche se Jaina credeva leggermente nelle parole del profeta, Arthas la ignorò e continuò il viaggio verso Stratholme.

Il massacro di StratholmeModifica

Al suo arrivo, Arthas scoprì che la cittadinanza era già infetta e che presto si sarebbe trasformata in un'orda di non morti. Il principe ordinò ai cavalieri di Uther di sterminare l'intera città.

Infanzia e gioventùModifica

Arthas Menethil figlio di re Terenas Menethil II e principe ereditario del trono di Lorderon e nato 4 anni prima che iniziasse la Prima Guerra. Il giovane principe è cresciuto in un periodo dove le terre di Azeroth erano devastate dalla guerra, L’Alleanza umana si stava pian piano sgretolando e il futuro che si prospettava non era certo dei migliori. A nove anni si divertiva ad andare alla fattoria di Balnir a giocare con suo figlio Jarim un giorno li stava aiutando a far partorire a Crinieralucente quello che sarà il suo futuro cavallo Invincibile quando Sir Uther lo andò a chiamare per riportarlo a palazzo.

Il giovane ragazzo capi subito che Uther non aveva buone notizie prima di tutto dal fatto che aveva indosso l’armatura poi anche dalla sua faccia adirata durante il viaggio il principe chiese spiegazioni su quello che stava succedendo e Uther spiego al ragazzo che Stormwind era stata rasa al suolo da gli orchi che di li a poco sarebbero arrivati tutti i sopravvissuti compreso il principe Varian Wrynn che presto sarebbe diventato re vista la morte di suo padre .

Arthas era molto dispiaciuto per quello che era successo a Stormwind e per la perdita di Varian ma era anche molto eccitato al pensiero di conoscere il futuro re di Stormwind. Con il passare del tempo Arthas e Varian diventarono ottimi amici .

Passati due anni dalla cattura e la fuga di Orgrim Doomhammer L’Alleanza tiro un sospiro di sollievo convinti che Doomhammer o era morto o si era arreso. Intanto Varian era tornato a casa e Arthas aveva continuato gli allenamenti da solo non era più come prima era cresciuto molto ormai era un ragazzo alto più di un metro e settanta un giorno quando giocava con le armi in legno da allenamento la spada gli scivolo dalla mano andando a cadere proprio davanti a Muradin Bronzebeard ambasciatore dei nani a Lorderon e fratello di Magni Bronzebeard re dei nani. Arthas era imbarazzatissimo per l’incidente e subito fuggi via , pochi minuti dopo era libero , al galoppo con due cavalli uno vecchio e mansueto e uno che stava addestrando Invincibile Arthas sapeva che quello sarebbe stato il suo cavallo fin dal momento in cui i loro occhi si sono incontrati per la prima volta dopo la nascita del puledro comunque Arthas fuggi e per un po’ cavalco quel vecchio cavallo poi però penso di cavalcare un po’ Invincibile anche se sapeva che non poteva visto che era troppo presto lui volle provare comunque e fini con il ferire il cavallo e con un rimprovero da parte di Uther.

Lo stesso giorno il principe venne informato da Muradin che lui in persona lo addestrerà nel combattimento e poco dopo Uther e Terenas decisero che il giovane principe doveva migliorare in altri campi oltre che nel combattimento quindi inizio un addestramento rigoroso sotto Muradin, Uther e Terenas. Intanto il giovane principe conobbe Jaina Proudmoore una giovane ragazza che si fermo qualche giorno a palazzo in attesa di essere scortata a Dalaran dove inizierà la sua istruzione per diventare Incantatrice , Arthas che in questo periodo era sempre impegnato non poté veder la molto spesso però aveva un desiderio cosi forte di conoscerla che chiese al padre se poteva scortarla lui a Dalaran. Il padre pieno di orgoglio per la responsabilità dimostrata dal figlio acconsenti. Arthas e Jaina approfittarono di quel breve periodo per conoscersi meglio e fecero pure una scappatella in un campo di internamento dove venivano rinchiusi gli orchi.

Una volta tornato a Lorderon il ragazzo tornò a sottoporsi a quel rigido addestramento .

Arthas un giorno d’inverno che aveva il pomeriggio libero decise di cavalcare un po’ Invincibile decise di fare solo un giretto per poi portare il suoi nobile destriero in una calda stalla a farlo riposare, ma mentre stavano facendo il salto che facevano di solito Invincibile scivolò e caddero entrambi Arthas se la cavo con qualche costola rotta ma il cavallo si spezzo due zampe Arthas era preso dal panico non sapeva cosa fare ci sarebbero volute ore prima che qualcuno li trovasse e il destriero non sarebbe mai sopravvissuto tanto quindi prese una decisione prese la spada e trafisse il cuore di Invincibile per evitare di farlo soffrire, più avanti venne trovato da Balnir al quale chiese di seppellire il cavallo alla fattoria cosi poteva andare a trovarlo. Poi giurò sulla sua vita che in futuro chiunque avesse avuto bisogno di aiuto lui lo avrebbe aiutato … a qualunque costo.

Poco tempo dopo arrivo il momento per Arthas di entrare nella Mano Argentea (Silver Hand) quel giorno Arthas poté rivedere tutti i suo vecchi amici come Varian, Jaina, Muradin e molti altri nobili. L’Arcivescovo Alonus Faol dirigeva la cerimonia .

Tempo dopo la cerimonia Jaina era tornata a Dalaran e li la raggiunta Arthas dove anche lui era andato a studiare e per vederla per un po’.In quei mesi a Dalaran Arthas aveva imparato molte cose che gli sarebbero tornate utili in più c’era Jaina erano innamorato uno dell’ altra al inizio facevano tutto di nascosto poi dopo che il principe elfico Kael'thas Sunstrider li scopre mentre si nascondevano hanno iniziato a uscire allo scoperto però quando Arthas capi che la faccenda stava andando troppo oltre e si rese conto di non essere pronto al matrimonio decise di chiudere la relazione.

La piaga di Lordaeron e il tradimento di ArthasModifica

Tempo dopo, ormai divenuto un nobile e fiero paladino, viene mandato da suo padre ad aiutare Uther a combattere gli orchi. La prima missione ricevuto da Uther è quella di difendere l'indifeso villaggio vicino, Stranbrad, dall'attacco di un orco schiavista. Arthas giunge a destinazione ma scopre con rabbia che lo schiavista ha già ucciso numerose vittime; subito dopo averlo sconfitto, torna alla base di Uther, dove viene a sapere di un vicino accampamento di orchi dove pare che si stia attuando il sacrificio di alcuni uomini in onore dei demoni della Legione da parte del mastro d'arme Blademaster. Arthas viene incaricato da un nano, Feranor Steeltoe, di sconfiggere il drago Searinox e di portargli il suo cuore; come ringraziamento, il nano forgia un Globo di Fuoco e lo dona ad Arthas. Sfruttando il nuovo potere, Arthas sconfigge Blademaster.

Più avanti, Arthas riceve un nuovo compito: quello di indagare su una misteriosa piaga in compagnia di Jaina, che lo raggiunge tramite il teletrasporto. I due si mettono in viaggio e incontrano varie bestie non-morte, come scheletri o zombie, ma alla fine svelano il mistero: la piaga si diffonde a causa di del grano infetto che viene esportato in tutta Lordaeron. L'autore della piaga è un potente negromante, Kel'Thuzad: Arthas e Jaina lo credono però erroneamente il colpevole di tutto. In realtà, poco prima di morire, lo stregone gli rivela l'identità del suo capo - un demone di nome Mal'Ganis, che Arthas giura di uccidere a tutti i costi.

Arthas e Jaina tornano a Stratholme ma scoprono che purtroppo i soldati hanno distribuito del grano fra gli abitanti della città e che si tratta proprio del grano infetto della paiga. Jaina corre a chiamare rinforzi, mentre Arthas difende Stratholme, attaccata dai suoi stessi abitanti divenuti per magia zombie. Uther arriva appena in tempo con il suo bastione di cavalieri e aiuta Arthas a sconfiggere l'ondata di non-morti, ma Arthas prende una decisione: quella di ripulire l'intera città, per non correre altri rischi. Uther e Jaina non sono d'accordo e lo abbandonano, tuttavia lui non demorde e insieme a un esercito riesce nel suo intento - nonostante l'insistenza di Mal'Ganis, che colpisce sempre più vittime. Infine il demone gli dice che si sarebbero reincontrati a Northrend, e così fu: Arthas, lasciando la città in fiamme, fugge attraverso il mare e raggiunge il ghiacciaio.

Qui incontra il suo veccho amico, il nano Muradin, il quale è in missione per cercare una spada mistica nota come Frostmourne. Arthas resta incuriosito e decide di aiutarlo, a patto che lui lo aiuti a sconfiggere i non-morti e Mal'Ganis.

Durante il suo soggiorno a Northrend, arriva un messaggio di re Terenas che gli ordina di tornare a Lordaeron. Ostinato a restare lì, Arthas distrugge le navi con cui sono venuti, e impedisce alla sua gente di ritornare indietro. Muradin comincia a dubitare del suo amico di vecchia data, ma intanto riescono a trovare il piedistallo di Frostmourne, protetto da un gruppo di spiriti. Sconfitti quest'ultimi, si avvicinano alla spada leggendaria, e Muradin legge l'iscrizione sul piedistallo:

“Chiunque impugni questa lama dovrà sopportare l’eterno potere. Come la lama lacera la carne, cosi il potere deturpa lo spirito.”

Muradin sospetta di una maledizione, ma Arthas non gli dà ascolto e sacrifica il suo stesso amico, estraendo la spada dal ghiaccio e sostituendola al suo martello da paladino.

Il ragazzo torna alla base impugnando Frostmourne e dopo un'estenuante battaglia sconfigge i non-morti, compreso lo stesso Mal'Ganis, e scappa tra le nevi esausto, ascoltando la voce del Re dei Lich che gli parla attraverso la lama e perdendo la ragione.

Non passa molto prima che, in qualche modo, egli torna a casa corrotto dalla lama, con il popolo che lo acclama contento. L'attenzione di Arthas però si sposta sul padre, che uccide senza alcuna pietà.

Arthas si allontanò da li andando in un posto dove non andava più da ormai parecchi anni in una fattoria dove c’era una tomba vecchia ormai di 7 anni dove c’era una targa di metallo ma lui non aveva bisogno di leggere per sapere chi era seppellito li sotto, nella testa di Arthas una voce rimbombava e diceva “il potere e tuo fanne ciò che vuoi” allora il principe traditore mise la mano sotto terra fino a toccare le ossa racchiuse li sotto e fece fluire il potere e dopo li usci un cavallo Invincibile era tornato Arthas lo aveva ucciso ma adesso lo aveva fatto tornare vita morte e non-morte. Poi urlo delle parole “Questo regno cadrà e dalle sue ceneri nascerà un nuovo ordine che scuoterà le fondamenta del mondo ” e il cavallo nitri.

Arthas, primo Cavaliere della Morte del Re dei LichModifica

Arthas dopo il tradimento passo alcuni mesi da bandito finche non venne contattato da Tichondrius un Signore delle Tenebre come Mal’Ganis ma non era contro di Arthas. Tichondrius dava ad Arthas gli ordini che ilo Re dei Lich gli impartiva il primo era quello di ristabilire il Culto dei Dannati trovando tutti i cultisti nascosti tra la popolazione locale dopo aver fatto questo ad Arthas venne ordinato di recuperare i resti del negromante Kel’Thuzad che aveva ucciso in precedenza lui esegui gli ordini puntualmente allora arrivo Tichondrius che gli disse sghignazzando che i resti erano troppo decomposti e che doveva recuperare un urna speciale più avanti Arthas capi perché rideva tanto il demone lo capi quando vide che a guardia del urna c’era Uther e che l’urna conteneva le ceneri di suo padre ma poco gli e ne importò uccise il suo antico maestro, recuperò l’urna, la svuotò e ci mise i resti del negromante.

Viaggio fino a Quel’Thalas la terra degli Elfi Alti li grazie alle energie del Pozzo Solare avrebbe potuto riportare in vita Kel’Thuzad ma incontro una forte resistenza da parte degli Elfi in particolare dalla Ranger Sylvanas Windrunner che poi riportò in vita come una delle non-morte più potenti. Una volta distrutta la città elfica e riportato in vita il negromante sotto forma di Lich Arthas e il suo nuovo alleato andarono a distruggere delle tribù orche per poter liberare un portale con il quale comunicare con Lord Archimonde il signore della Legione Infuocata dopo aver chiarito dove evocarlo e in quale giorno Arthas e Kel’Thuzad andarono a Dalaran per prendere il libro degli incantesimi di Medivh, li uccisero Antonidas uno dei piu potenti maghi umani .

Una volta preso il libro prepararono un circolo del potere con il quale il Lich poté evocare il signore dei demoni Archimonde che diede inizio all’invasione della legione distruggendo come prima cosa Dalaran.

Una volta fatto questo andarono tutti a Kalimdor dove in segreto Arthas e Kel’Thuzad tramavano contro la legione. Li il Cavaliere della Morte duello con Illidan un cacciatore di demoni elfo( ma non elfo come quelli di Quel’Thalas più pallido venne informato dal Lich chequello9 era un elfo della notte un elfo della razza originale) . il duello fini alla pari e Arthas informo Illidan del vero motivo per cui lo aveva cercato e cioè per chiedergli di eliminare Tichondrius il luogotenente di Archimonde che devastava quelle foreste e Illidan consumò il potere del teschio di Gul’Dan, uccise Tichondrius e sparì.

Mentre Kel’Thuzad e Sylvanas rimanevano nelle terre infette orientali sotto il controllo dei tre Nathrezim Varimathras, Balnazzar e Detheroc Arthas torno a casa e scaccio di li i tre demoni riassumendo il controllo li decise di fare una nuova epurazione sacrificando gli umani sopravvissuti al Re dei Lich. Mentre si divertiva ad uccidere essere umani Arthas senti i suoi poteri indebolirsi e ebbe una visione del so padrone che gli ordinò di tornare immediatamente a Northrend perché correva un grave pericolo Arthas obbedì e si preparò alla partenza quando venne attaccato prima dai tre demoni poi da Sylvanas che si libero del controllo del Re dei Lich salvato da Kel’Thuzad lo lasciò a guardia del suo regno mentre lui era a Northrend.

Arrivato Arthas fu attaccato da degli elfi Alti sopravvissuti che si facevano chiamare Elfi del Sangue li fu soccorso da Anub’arak un Signore della Cripta ( in pratica un enorme ragno) e scopri che i suoi nemici altri non erano che gli Elfi del Sangue comandati da Kael'thas Sunstrider e dei strani serpenti marini chiamati naga capitanati da Illidan e scoprirono anche che erano alleati per distruggere il trono ghiacciato ed erano quasi arrivati allora Arthas e Anub’arak per risparmiare tempo decisero di passare per Azjol-Nerub dove incontrarono non poche difficoltà: dovettero affrontare i nani di Muradin sopravvissuti, i Nerubiani che si opponevano al Re dei Lich e i Senza Volto strane creature molto ostili.

Una volta usciti dai sotterranei Arthas si dovette confrontare prima con Kael poi Illidan per poter andare infine da Re dei Lich in cima al ghiacciaio Icecrown.

Mentre saliva ad Arthas tornarono in mente tutti dei ricordi non molto graditi finche non attivò in cima dove senti una voce che diceva: “Riporta la lama, completa il cerchio, liberami da questa prigione” detto ciò Arthas fece un grido e scaglio con tutta la sua potenza Frostmourne sulla gelida prigione distruggendola dal ghiaccio usci un armatura e l’elmo cadde proprio ai piedi del principe caduto allora era quello il suo destino diventare il Re dei Lich prese in mano l’elmo e lo indosso li senti di nuovo quella voce che disse: “Ora siamo una cosa sola”

Arthas , il nuovo Re dei LichModifica

Una volta unito a Ner’zhul Arthas dormì per tre anni, nel sogno che fece uccise Matthias Lehner (Anagramma di Arthas Menethil) che rappresenta la parte buona di Arthas quello di umano che rimane in lui, e consuma lo spirito di Ner’zhul.

Passati i tre anni Arthas si risveglia e come prima cosa si toglie il suo stesso cuore convinto che tutto ciò che lo rende mortale lo rende più debole dopo aver fatto ciò va fino al luogo dove era deceduta Sindragosa che resuscita come uno dei più potenti draghi dei ghiacci al suo servizio.

Fatto questo scagliò una nuova piaga sui Regni Orientali e su Kalimdor e quando venne curata iniziò a mandare armate di abomini e di draghi dei ghiacci contro Stormwind e Orgrimmar. Tutto ciò gli servì per far arrivare a Northrend tutti i piu forti guerrieri di Azeroth per dopo corromperli e usarli contro la loro stessa gente.

La morte di Arthas ed il passaggio della coronaModifica

Tra gli eroi che attaccarono c’erano Varian, Muradin (che era sopravvissuto), Jaina e altri suoi vecchi amici che più che ucciderlo volevano tentare di redimerlo senza successo.

Tempo dopo un'altra ondata di eroi guidata da Tirion Fordring lo attaccò, Arthas blocco Tirion e uccise uno alla volta tutti gli altri eroi e mentre li stava per resuscitare al suo servizio Tirion si liberò e con la sua spada Ashbringer spezzò Frostmourne liberando tutte le anime contenute in esse, questo indebolì molto il Re dei Lich e dopo l’anima di suo padre re Terenas Menethil II riportò in vita tutti quei gloriosi eroi che attaccarono tutti insieme Arthas ferendolo a morte.

Il principe caduto morì poco dopo tra le braccia di suo padre che spiego a Tirion che il Re dei Lich non poteva morire perché senza una guida il Flagello sarebbe ancora più pericoloso allora mentre Tirion stava per diventare Re dei Lich Bolvar Fordragon lo fermò dicendo che quell’ ultimo gesto toccava a lui. Cosi Bolvar Fordragon diventò il Nuovo Re dei Lich che si addormentò per sempre insieme ai pericoli del flagello.

Aspetto FisicoModifica

Prima di FrostmourneModifica

Arthas era un giovane di bell’aspetto alto e molto forzuto. Aveva i capelli dello stesso colore del grano molto lunghi che gli cadevano sulle spalle, i suoi occhi erano azzurri e aveva la carnagione di un bel rosa come tutti gli abitanti di Lorderon , portava un armatura a piastre ornata con un mantello blu la sua arma era un martello benedetto la tipica arma dei paladini.

Dopo di FrostmourneModifica

I suoi capelli una volta biondi del colore del grano adesso sono bianchi come le ossa, la sua pelle rosa era diventata bianca e pallida e gli occhi da azzurro sono diventati verdi, la sua armatura adesso e ricoperta di teschi con un mantello nero tutto rovinato l’arma che usa una volta il martello sacro dei paladini adesso e una spada runica forgiata da dei demoni.

Aspetto PsicologicoModifica

Prima di ForstmourneModifica

Era un giovane ragazzo che aveva giurato di proteggere il suo popolo a qualsiasi costo, molto amato da suo popolo come suo padre tutti gli volevano bene e lo seguivano volentieri anche se era molto vendicativo.

Dopo di FrostmourneModifica

È ora diventato ora un assassino a sangue freddo, sadico con i nemici e disposto a torturarli in qualsiasi modo pur di ottenere le informazioni che gli servono. Nutre un forte disprezzo per tutto cio che è vivo odiando perfino quello che prima era il suo popolo.

Citazioni nei GiochiModifica

PaladinoModifica

  • La Luce mi dona la forza...
  • Per mio padre, il Re!
  • Non c'è bisogno che ti inginocchi.
  • Dovrei essere io il capo...

Cavaliere della MorteModifica

  • Frostmourne ha fame...
  • Lordaeron rinascerà...
  • Ma poi chi sarebbe questa oscurità?
  • Sono stato un pazzo a fidarmi della Luce.
  • Il Re Lich mi ha donato il vero potere.
  • Sarò due volte il Re che fu mio padre.
  • Parla, idiota.
  • Ah, Finalmente!
  • Finalmente!

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